Gli Alfaterni PDF Stampa E-mail
Popolazione italica residente nell''Agro Nocerino - Sarnese.

 

Tale zona coincide con l'ampia vallata del bacino del fiume Sarno, ed è proprio questa conformazione geografica ad aver determinato il corso della sua storia. Infatti, reso fertilissimo dall'abbondanza d''acqua e dalle ceneri vulcaniche, esso fu abitato fin dalla preistoria, come attesta qualche ritrovamento di manufatti neolitici sulle pendici circostanti: mancano, invece, sinora, ritrovamenti nella pianura, perchè millenni di alluvioni ed eruzioni vulcaniche hanno ricoperto ogni più antica traccia umana.

Le prime tracce umane risalgono all''Età  del Bronzo, 1000 a.C. circa, e sono quelle di un villaggio che è stato scavato a Foce di Sarno, non lontano dal sito su cui furono poi costruiti il teatro ed un tempio sannitico; dello stesso periodo è anche il villaggio trovato a Striano. La datazione è piuttosto precisa perchè tutti questi villaggi, furono seppelliti dalle ceneri. e dai lapilli di una delle più disastrose eruzioni vesuviane, detta delle Pomici di Avellino, avvenuta nel XVIII sec. a. C..

 

Un'occupazione umana più consistente si verifica nell''XI sec. a.C., quando popolazioni del ceppo indoeuropeo arrivano nella zona, occupando tutta la pianura campana fino a Cuma . Tali popolazioni sono definite protoitaliche perchè antenate di quelle che in seguito chiameremo italiche: i Latini, gli Umbri, i Sanniti, ecc.. Noi ne conosciamo la cultura, nel senso che gli archeologi danno a questo termine, cioè l' insieme dei modi di vivere, attraverso le tombe, poichè villaggi non ne sono stati ancora trovati, mentre di tombe ne sono state trovate moltissime. Si tratta della cultura detta dagli archeologi delle tombe a fossa in cui i morti vengono in una fossa rettangolare nella terra con la testa ad Est così da avere lo sguardo rivolto verso il tramonto dove si credeva fosse il regno dei morti. Quasi sempre le fosse sono circondate da un cerchio di pietre aperto, che ricorda una capanna, ed allineate lungo dei viali, come per formare un villaggio dei morti accanto al villaggio dei vivi.

 

Tali necropoli sono state scavate a Sarno, a Striano ma soprattutto a S. Marzano e a S. Valentino dove si sono trovate più di 1300 tombe, che coprono un periodo di quattro secoli, dal X al VII sec. a.C.. Il quadro che ricaviamo da tali tombe è di una civiltà  contadina, egalitaria ed arretrata: i corredi funerari sono, sostanzialmente, tutti uguali e molto poveri, contenenti qualche cerchio di bronzo e pochi vasi di manifattura piuttosto rozza.

 

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